Questo è il numero di 4 giugno della newsletter Ippocrate, firmata da Linda Varlese, su Salute e Ricerca. Per iscriverti clicca qui.
Una semplice iniezione sottocutanea potrebbe aprire una nuova strada terapeutica per i pazienti affetti da tumori della testa e del collo in fase avanzata, una delle forme oncologiche più difficili da trattare quando le terapie standard smettono di funzionare. È quanto emerge dai risultati dello studio clinico internazionale OrigAMI-4, presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), il più importante appuntamento mondiale dedicato alla ricerca sul cancro. Iniettato come un vaccino, il farmaco agisce in maniera completamente diversa. Lo studio ha valutato, infatti, l'efficacia di amivantamab, che è un anticorpo monoclonale bispecifico già impiegato in alcuni sottotipi di tumore del polmone, in 102 pazienti con carcinoma squamoso della testa e del collo recidivante o metastatico, già trattati senza successo con chemioterapia a base di platino e immunoterapia. I risultati sono stati particolarmente incoraggianti: il tumore si è ridotto nel 42% dei pazienti trattati. Ancora più significativo il dato relativo alle risposte complete: in 15 persone le lesioni tumorali sono completamente scomparse agli esami radiologici. La sopravvivenza mediana osservata è stata di 12,5 mesi, un risultato rilevante considerando la prognosi generalmente sfavorevole di questi malati.









