Quando si attraversa un «tempo buio» servono uomini e donne capaci di «intuire nell’oscurità la luce». È probabilmente questa la chiave più autentica della prima giornata spagnola di Leone XIV. Arrivato ieri a Madrid per il suo primo viaggio apostolico nella penisola iberica, il Pontefice ha trasformato la Spagna in una tribuna dalla quale parlare non soltanto agli spagnoli, ma all’intera Europa e, indirettamente, anche all’America di Donald Trump. I temi affrontati sono diversi, ma il filo rosso è uno solo: la critica a una cultura dello scontro che, secondo il Papa, sta erodendo dall’interno le democrazie occidentali e alimentando nuove tensioni internazionali.
LA POLARIZZAZIONE Il primo richiamo riguarda la crescente polarizzazione politica e sociale che attraversa il Vecchio Continente. Nel discorso al Palazzo Reale davanti a Felipe VI, ai rappresentanti delle istituzioni, della società civile e del corpo diplomatico, Leone XIV ha messo in guardia dalla «tentazione di guadagnare popolarità soffiando sul fuoco delle polarizzazioni», un fenomeno che, anziché diminuire, «sembra crescere» e che finisce per logorare il tessuto democratico e la convivenza civile. Parole tutt’altro che astratte. Risuonano infatti in una Spagna attraversata da forti tensioni mentre il governo di Pedro Sánchez continua a essere investito da polemiche e inchieste che coinvolgono il suo partito. Allo stesso tempo Madrid ha appena completato il percorso che porterà alla regolarizzazione di circa mezzo milione di immigrati irregolari, una misura considerata necessaria per fronteggiare il declino demografico e sostenere il mercato del lavoro. «Basta narrazioni divisive» è il messaggio che emerge dalle parole del Pontefice. Un richiamo che assume un valore ancora più significativo in una stagione in cui l’immigrazione è diventata terreno di scontro non soltanto tra schieramenti politici ma, spesso, anche all’interno dello stesso mondo cattolico.Il secondo tema affrontato da Leone XIV riguarda la corsa agli armamenti. Anche in questo caso la scelta della Spagna non appare casuale. Sánchez è stato tra i pochi leader europei a manifestare apertamente perplessità sull’obiettivo di destinare il 5 per cento del Pil alle spese per la difesa, posizione che negli ultimi mesi ha alimentato non poche tensioni con Washington. «La sicurezza, che troppo spesso ci illudiamo venga dalle armi e dai muri, matura piuttosto nell’imparare a fare strada con l’altro», ha affermato il Papa. È una frase che sintetizza efficacemente la sua visione geopolitica. Per Leone XIV la sicurezza non nasce dall’accumulo di armamenti ma dalla costruzione di relazioni, fiducia e cooperazione. Un approccio che si colloca in netta controtendenza rispetto al clima internazionale degli ultimi anni, segnato da un costante aumento delle spese militari e dalla convinzione che la deterrenza rappresenti la principale garanzia di stabilità. Il terzo messaggio, forse il più importante sul piano dottrinale e internazionale, riguarda il definitivo superamento della teoria della guerra giusta, archiviata nell’enciclica Magnifica Humanitas. LE PREOCCUPAZIONI Durante il volo verso Madrid, rispondendo ad una domanda sull’Iran e sulle recenti dichiarazioni del vicepresidente statunitense JD Vance - che aveva richiamato proprio la tradizione della guerra giusta per giustificare un intervento armato - Leone XIV è stato esplicito. «Sull’Iran credo che sia già stato detto con molta chiarezza: viene meno il criterio per definirla una guerra giusta. Il problema è che quella teoria nasce secoli fa. Allora non si poteva immaginare la capacità distruttiva delle armi moderne».Nel colloquio con i giornalisti è emersa anche la preoccupazione per altri scenari di crisi. Sul Libano, Leone XIV ha confermato di seguire da vicino l’evoluzione e di mantenere contatti con diversi leader religiosi. Ancora più accorato il riferimento all’Ucraina. «Bisogna continuare a spingere per arrivare alla fine della violenza e della guerra. Troppe vite stanno morendo. Sono preoccupato. Ogni volta la situazione peggiora». La giornata si è conclusa con un gigantesco bagno di folla. Oltre mezzo milione di giovani. «Rimanete umani, come lo è stato Gesù Cristo», ha detto loro. Una frase semplice solo in apparenza. In realtà racchiude il cuore dell’intero viaggio spagnolo.










