Missione 07 giugno 2026 alle 00:31Leone in Spagna preme per il negoziato sull’Ucraina. E l’Ue è «un dono»
Madrid.
«Invito tutti ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti per passare dalle sterili semplificazioni all’apprezzamento della complessità. Vedo qui una specifica vocazione dell’Europa, di cui la Spagna è protagonista originale e fondamentale».
Sant’Agostino
Papa Leone mette piede in Spagna segnando il ritorno di un Pontefice dopo 15 anni e da Madrid parla idealmente all’Ue e alle due Americhe, del Nord e del Sud. Superare le polarizzazioni «è il dono che il Vecchio Continente può fare al mondo se vuole rimanere giovane, come giovane è chi sente di avere un futuro: apprezzare la complessità, non negarla», dice Leone, accolto con tutti gli onori da Re Felipe (con Letizia vestita di bianco come vuole il privilegio per le sovrane cattoliche) e dal premier Pedro Sanchez. «Rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici», invita Leone. Prima di toccare il suolo iberico dove si propone di portare «cooperazione e riconciliazione», Prevost si fa precedere da alcune battute in volo con i giornalisti rivolte sia all’indirizzo di Washington che a quello di Mosca. «In Iran non è una guerra giusta», sottolinea, dove con guerra giusta Leone richiama proprio la teoria che alcuni - e addirittura lo stesso vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance - ritengono essere stata sdoganata da Sant’Agostino. La sua teoria del “bellum iustum”, risalente però al IV secolo quando non c’erano «le armi» di oggi, avverte Leone, è stata usata dai Maga per giustificare l’intervento armato in Iran.










