"Invito tutti ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti per passare dalle sterili semplificazioni all'apprezzamento della complessità. Vedo qui una specifica vocazione dell'Europa, di cui la Spagna è protagonista originale e fondamentale". Papa Leone mette piede in Spagna segnando il ritorno di un Pontefice dopo 15 anni e da Madrid parla idealmente sia all'Unione europea sia alle due Americhe, del Nord e del Sud. Superare le polarizzazioni, "è il dono che il Vecchio Continente può fare al mondo se vuole rimanere giovane, come giovane è chi sente di avere un futuro: apprezzare la complessità, non negarla", dice Leone nel suo primo discorso accolto con tutti gli onori in una cerimonia dove figurano tanto il Re Felipe (con Letizia vestita di bianco come vuole il privilegio per le sovrane cattoliche) quanto il presidente del governo Pedro Sanchez. "Rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici", invita Leone. Prima di toccare il suolo iberico dove si propone di portare "cooperazione e riconciliazione", Prevost si fa precedere da alcune battute in volo con i giornalisti rivolte sia all'indirizzo di Washington che a quello di Mosca. "In Iran non è una guerra giusta", sottolinea, dove con guerra giusta Leone richiama proprio la teoria che alcuni - e addirittura lo stesso vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance - ritengono essere stata sdoganata da Sant'Agostino Dottore della Chiesa.