di
Monica Colombo
Roberto Mancini premiato a Parma ammette che «mi manca qualcosa nella carriera» e che gli Europei del 2021 restano «il top»: candidato alla panchina azzurra, dribbla le domande ma la nostalgia per l'Italia è evidente
Mentre il ministro dello Sport, Andrea Abodi, chiede al Coni e all’Anac un parere sulla presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò a presidente federale, tutta l’Italia calcistica si domanda: d’accordo, ma chi sarà il futuro ct, dopo le dimissioni di Rino Gattuso? Premiato al Festival della serie A a Parma, Roberto Mancini, candidato principe ad ereditare la panchina azzurra, dribbla con eleganza i quesiti che gli vengono rivolti.
Bisogna così comprendere, tra le pieghe delle risposte che dà sul palco del Teatro Regio alle domande di Giorgio Porrà, con quale animo approccia davanti a una eventuale chiamata della Nazionale. «Mi manca qualcosa nella carriera di allenatore» confessa il tecnico, reduce dal successo in Qatar alla guida dell’Al Sadd. Ha trascorso gli ultimi anni tre anni nel Golfo Persico, allettato più da stipendi milionari che da affascinanti avventure sportive.















