di
Luca Bergamin
Con i suoi 70 mila metri quadrati è uno dei giardini più antichi di Catania, fu realizzato con la villa nel Settecento dal principe Ignazio Paternò Castello e riadattato poi come giardino pubblico. Vanta un patrimonio botanico composto da 110 specie, alberi centenari, tipologie esotiche e subtropicali
Come è romantico e dolce il parco di Villa Bellini. Sorto dove si trovava l’antico Labirinto ovvero il giardino che cingeva durante il ‘700 il palazzo fatto erigere da Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, esso riflette l’abitudine isolana di dare vita a giardini dal percorso intricato, quasi a volere dare l’idea e la possibilità di un’ascensione panoramica e spirituale tale da regalare a chi vi si cimenta un'ardita prospettiva come premio: in questo caso, ci si gode il pennacchio, ancora eccezionalmente bianco dell’Etna lontano eppure vicino per colpa di un’alchimia della geografia. Rigore botanico, dunque, e meraviglia visiva accompagnano lungo il perimetro della villa, affiancata da alberi di jacaranda fioriti di viola e indaco. Le due colline circondate da platani e pini marittimi, ospitano tra loro volentieri anche jacarande dai tronchi piegati dal vento come se si trovassero nell’oceano o nel pieno del Mare Ionio. Unico e assai amato è anche il calendario vegetale che viene aggiornato ogni giorno componendo tramite seicento piantine la data per la curiosità di grandi e piccoli.







