domenica 7 giugno 20262' di letturaAll’inizio ci furono i lavavetri ai semafori, fastidiosi ma a volte utili; poi arrivarono i vu cumprà sulle spiagge, insistenti quanto illegali; ora siamo alle prese con i “maranza”, termine dall’origine incerta che indica le bande formate soprattutto da giovani immigrati di prima o seconda generazione che nate nei quartieri di periferia delle città spadroneggiano un po’ ovunque - spesso in trasferta - nelle notti italiane il più delle volte con intenti poco amichevoli. I sindaci delle località turistiche sono in allarme anche perché a corto di mezzi efficaci di contrasto. Il fenomeno dei “maranza” è lo specchio impietoso di un’Italia che sta abdicando alla legalità e alla sicurezza e quest’estate rischia di deflagrare.Non parliamo di ragazzini esuberanti e chiassosi, ma di un vero e proprio esercito di strada che, armato di coltelli, si muove secondo le regole del branco: accerchiare coetanei per estorcere denaro, seminare il panico o rapinare passanti. Si sentono padroni di un Paese che li ha accolti o che ha semplicemente dato loro i natali, ma verso il quale non mostrano un briciolo di riconoscenza o senso civico. Le loro gesta, poi, diventano un trofeo da esibire sui social network, trasformando la violenza in uno spettacolo virale.È qui che casca l’asino del buonismo ideologico. La sinistra ha per anni predicato l’accoglienza incondizionata e il multiculturalismo a costo zero e ha chiuso gli occhi davanti a evidenti fallimenti di integrazione. Abbiamo paura a chiamare le cose con il loro nome. C’è chi minimizza questo degrado parlando di “disagio sociale”, come se la povertà giustificasse la violenza, i furti e le aggressioni a mano armata. Ma la giustizia sociale non si fa permettendo a bande di teppisti di spadroneggiare. Le forze dell’ordine fanno il possibile, ma non è pensabile che arrivino dappertutto; la giustizia si scontra con leggi che da una parte tutelano e dall’altra non puniscono severamente i minorenni. Non possiamo tollerare che le nostre vacanze siano condizionate da branchi di adolescenti annoiati e aggressivi. È ora di finirla con le scuse e le giustificazioni sociologiche. Servono tolleranza zero, certezza della pena. La libertà dei cittadini perbene non può essere calpestata dalla tracotanza di chi pensa di poter fare il bello e il cattivo tempo.
Le nostre vacanze rovinate dai maranza | Libero Quotidiano.it
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