HomeFermoCronaca"Cuba resisterà". Solidarietà senza confini. Il dramma vissuto da quiLa crisi umanitaria dell’isola dagli occhi della comunità che vive nel Fermano "Spediti soprattutto denaro e farmaci. Regime? Rapporto ambivalente" .I membri dell’Associazione nazionale Amicizia Italia-Cuba di SenigalliaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna crisi senza precedenti attanaglia Cuba: dall’inizio dell’anno, gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni di embargo nei confronti dell’isola, impedendo, tramite un blocco navale, l’importazione di petrolio e altre materie prime essenziali. ’El bloqueo’, come viene definito, prosegue da 66 anni, dalla rivoluzione di Fidel Castro. Ad oggi, oltre alla minaccia militare di Trump, L’Avana vive un dramma umanitario, con costanti blackout, scarsità di viveri e ospedali al collasso.

La comunità cubana residente nel Fermano vive questa situazione con grande apprensione, oltre a sperimentare evidenti difficoltà umane nel sapere di persone care in stato di estrema indigenza, e nell’operare ad ogni costo al fine di poter spedire aiuti materiali, per quanto possibile. "Le persone di origine cubana che vivono sul nostro territorio sono in particolare donne che hanno sposato italiani, per poi emigrare e stabilirsi qui, integrandosi perfettamente nel tessuto sociale", spiega l’avvocato Nicola Palombi, membro fermano dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, la cui sede marchigiana è a Senigallia, e che da anni non solo funge da ponte di aggregazione per chi è nato sull’isola caraibica, ma organizza numerosi eventi a sostegno della popolazione cubana. "Sull’isola, scuola, servizi e sanità – prosegue Palombi – erano una vera eccellenza. Con l’aggravarsi del blocco statunitense, manca l’energia elettrica e quindi la possibilità di effettuare cure e interventi. Poi è crollato il turismo, principale economia del Paese. E il blocco non riguarda solo i prodotti americani, ma anche merci provenienti da altri Paesi".