Il sistema sanitario di Cuba, da decenni «un modello a livello internazionale, capace di garantire accesso universale alle cure anche in condizioni di risorse limitate» è «oggi in stato di collasso». «L’Italia non può rimanere indifferente o silenziosa anche perché debitrice verso Cuba per l’aiuto ricevuto durante la pandemia Covid-19 e per l’attuale lavoro dei medici cubani in Regione Calabria a garanzia del funzionamento del Servizio sanitario locale». È l’appello affidato a una lettera aperta, indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro del Salute Orazio Schillaci, dai direttori di dieci riviste scientifiche italiane. «Le testimonianze raccolte dai corrispondenti della stampa italiana e internazionale restituiscono un quadro di urgenza estrema, che impone una risposta da parte della comunità medica, scientifica e civile globale», scrivono. «La sopravvivenza nei tumori infantili è scesa dall’80 al 65% a causa della mancanza dei farmaci di prima linea. 96 mila persone (quasi uno su cento degli abitanti) – di cui 11 mila bambini – sono in lista d’attesa per un intervento chirurgico. Oltre 300 interventi chirurgici pediatrici a settimana sono compromessi dalla carenza di farmaci, ossigeno, anestetici e materiali di consumo». La crisi, ricordano, è legata a una combinazione di fattori: dall’inasprimento durante la prima amministrazione Trump al più recente blocco delle forniture energetiche conseguente alla crisi venezuelana. «Il crollo di un sistema sanitario non è soltanto una tragedia locale: è una violazione dei diritti umani fondamentali che richiede una risposta della comunità globale», concludono. «È un dovere agire senza ambiguità, nel rispetto dei principi fondamentali del diritto umanitario». (Ansa)