Non è chiaro a che titolo l’incaricato d’affari statunitense a Cuba, Mike Hammer, abbia preteso dal governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l’immediato allontanamento dei 330 medici cubani che vi prestano da tempo servizio dando un importante contributo all’assistenza sanitaria in quei paraggi. Non pare infatti che né la Costituzione italiana, né le leggi nazionali, né lo Statuto della Regione Calabria e nemmeno i trattati internazionali attribuiscano ai diplomatici statunitensi, per giunta operanti altrove, la potestà di ingiungere a un’autorità pubblica italiana di attuare in un modo o nell’altro a tutela del pubblico interesse.
Per il momento il governatore Occhiuto ha respinto l’ingiunzione e occorre augurarsi che, precipuamente nell’interesse del popolo calabrese, continui a difendere l’essenziale presenza dei medici cubani, anche se il governo Meloni, infestato com’è da servi sciocchi di Washington, non sembra avergli dato alcun sostegno e in cuor loro Meloni, Tajani, Salvini & C. si augureranno certamente che ceda.
Donald Trump, bastonato materialmente in Iran e moralmente in Cina, sta cincischiando e pronunciando cialtronescamente roboanti minacce. Ma è sicuro che con l’Iran gli andrà ancora peggio, per quanti gravi danni possa ancora fare, massacrando scolarette, bombardando ponti e oleodotti e minacciando vanamente il ricorso all’arma nucleare. Ecco allora che Cuba assume, nella mente non sempre lucida del presidente statunitense, il valore di una sorta di premio di consolazione ovvero la dimostrazione che, se non è più la principale potenza mondiale, almeno lo è nell’emisfero occidentale.












