Il Castello di Lusuolo si è svegliato ieri con un’aria diversa. Le sue mura, abituate da secoli a scrutare il Magra e la Via Francigena, hanno accolto un nuovo battito: quello dell’Ecomuseo del Magra e delle Aree Interne Lunigianesi – EM Mulazzo, pensato per raccontare la Lunigiana non come un ricordo, ma come un organismo vivo, in dialogo con il presente. L’inaugurazione ieri mattina alla presenza del sindaco Claudio Novoa, dell’onorevole Alessandro Amorese, dell’architetto Maurizio Giuffrè, della dottoressa Francesca Guastalli assieme a tanti sindaci e assessori dei Comuni della Lunigiana.
Grazie a un finanziamento Pnrr di circa 300 mila euro, sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne, il precedente Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana si è trasformato in un allestimento completamente rinnovato: più ampio, più immersivo, più capace di parlare il linguaggio contemporaneo attraverso strumenti digitali e multimediali.
Le sale intrecciano simboli, vicende, memorie e paesaggi: dalle Statue Stele, custodi di un passato remoto, ai castelli medievali che punteggiano la valle; dalla Via Francigena, arteria di pellegrinaggi e commerci, alla presenza di Dante Alighieri a Mulazzo, che qui trovò rifugio e ispirazione. Tra le figure che emergono con forza c’è Alessandro Malaspina, il grande navigatore mulazzese del Settecento. Le sue esplorazioni scientifiche nelle Americhe, gli studi botanici e zoologici, la produzione cartografica che ancora oggi stupisce per precisione e modernità, trovano nel nuovo museo un racconto chiaro.












