È cresciuta in fretta la scrittura di Fabio Pisano. La sua è una contemporaneità dal forte tratto autoriale. Spesso in dialogo con la tradizione ma con risposte proprie. Non addomesticate. Come si può scoprire in "De/frammentazione di dramma assoluto", da martedì in Sala Fassbinder dell’Elfo Puccini. Chiaro fin dal titolo il tentativo di interrogarsi sulla struttura drammaturgica. I suoi confini. Tanto che in pieno spirito novecentesco, sul palco c’è pure la figura del didascalista, il cui compito è appunto quello di condividere didascalie e pensieri a margine. Straniante. Oltre che detonatore di possibili conflitti scenici. Si vedrà. Testo di Pisano, la regia è di Michele Segreto (ServoMuto). Mentre protagonisti sono Francesca Borriero, Michele Magni, Roberto Marinelli e Irene Latronico. Loro a dar vita a un intreccio curioso. Che poggia sull’amicizia di vecchia data fra Zero e Uno. Quest’ultimo non riesce ad avere un figliolo con la moglie. Chissà che non si possa pensare a una soluzione alternativa. Qualcosa che esca un pizzico dalle consuetudini. Da quel codice binario a cui sembrano rimandare perfino i loro nomi. In ogni caso, meglio ricordarsi che si è a teatro. La gravidanza non sarebbe altro che un cuscino sotto la veste. E i sentimenti da seguire sono tutti dichiarati in parentesi. Sempre che il regista non abbia qualche bizzarra idea per spezzare la situazione. Rendere possibile l’inimmaginabile. Drammaturgia stratificata. E divertito gioco scenico. In replica fino a domenica 14 giugno.