HomeBolognaCronacaL’acqua dolce che produce zuccheroAlla Coprob è stato presentato uno studio triennale sui benefici dell’irrigazione per la barbabietolaL’incontro alla Coprob di MinerbioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciQual è la reazione delle colture di pregio di fronte all’incidenza dei fenomeni estremi? In uno scenario sempre più complesso il ruolo della risorsa idrica risulta fondamentale, così come imprescindibile è diventato l’impiego della stessa per una pratica irrigua adeguata. È per queste ragioni che due realtà come Coprob Italia Zuccheri di Minerbio, unico produttore nazionale di zucchero italiano al 100%, e Anbi, grazie al laboratorio dell’innovazione di Acqua Campus di Budrio, hanno svolto una sperimentazione triennale, coordinata dal team agronomico del Canale Emiliano Romagnolo e dai tecnici Coprob, unica nel suo genere, dedicata interamente alla barbabietola da zucchero, coltura storica del territorio.
L’irrigazione della coltura infatti, nell’areale della pianura Padana, non è mai stata una pratica agronomica fino ad ora indispensabile, ma a seguito dei recenti studi, certifica che può elevare la produzione sia delle radici che della percentuale di saccarosio. I risultati del progetto sperimentale "Innovazione irrigua nella barbabietola a sostegno della resa" sono stati illustrati a Minerbio all’interno dello stabilimento produttivo di Coprob davanti a un pubblico di eccezione, tra istituzioni, associazioni professionali Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative e Cia, università e numerosi coltivatori e contoterzisti. Dalla ricerca è emerso che in uno scenario climatico sempre più instabile, la barbabietola da zucchero trova nell’irrigazione un fattore determinante per il successo produttivo. I risultati del triennio sperimentale confermano che la gestione della risorsa idrica non è solo una misura per affrontare la siccità, ma un investimento strategico indispensabile. Il confronto tra annate profondamente diverse ha evidenziato come l’approccio debba essere flessibile: nelle annate caratterizzate da elevata piovosità, come il 2023, la coltura può fare a meno di interventi irrigui, mentre la criticità dei periodi siccitosi rende l’irrigazione un asset irrinunciabile.








