Nuovo anno e nuova edizione dei Nastri d'Argento Grandi Serie. La cornice di quest'anno, dopo il Teatro di Corte del Palazzo Reale e, successivamente, Villa Pignatelli, è diventata la Sala degli Specchi del Teatro San Carlo adibita a festa per l'occasione. Protagonista indiscussa della serata è stata Luisa Ranieri, salita sul palco dei Nastri per accettare il premio speciale ricevuto per la sua interpretazione ne “La Preside”, serie tv ispirata alla storia di Eugenia Carfora, dirigente scolastica dell'Istituto Morano del Parco Verde di Caivano.
Prima di salire sul palco e calcare il blue carpet, ha spiegato ciò che realmente le ha lasciato aver partecipato e realizzato questo prodotto. «A me commuove sempre quando qualcosa viene accolto con così tanto amore - spiega - noi attori siamo molto fragili quindi non sappiamo mai se riusciamo ad essere all'altezza delle aspettative e di quello che tutti pensano di volere da noi. C'è sempre timore e grande paura a riguardo». «Del personaggio mi è rimasta la capacità di ascoltare - racconta - ho imparato che bisogna sempre essere disponibili ed in ascolto delle esigenze dei giovani che vengono necessariamente prima di tutto». Nastri d'Argento Grandi Serie, stasera la premiazione al San Carlo. Verdone: «Sto lavorando per tornare al cinema»Tra i premiati, come miglior attore protagonista è Luca Argentero che, dopo il successo di Doc - Nelle tue mani bissa con Avvocato Ligas prodotta e distribuita da Sky. «Il premio è una coccola, fa molto piacere - racconta prima di salire sul palco - dopo tanti mesi di lavoro e lontano da casa pesano (...) Sembra un mestiere molto semplice ma ti porta a rinunciare a molto e sacrifici che le persone non vedono» ha raccontato. «Ma sono comunque molto felice di ciò che siamo riusciti a realizzare con Ligas» ha concluso.Nastro d'Argento speciale per Lino Guanciale, recordman di questa stagione televisiva e grande frequentatore della città sia riguardo le sue esperienze teatrali, che lo vedono spesso in scena al Teatro Bellini, che per Il Commissario Ricciardi. «Il mio rapporto con Napoli è simile a quello dello stesso Ricciardi, diciamo che sono uno straniero che ama molto questa città e ha, a sua volta, la fortuna di essere amato. Credo sia uno dei regali più grandi che la vita mi ha fatto da parte di una città così incredibilmente speciale». Un ritorno a casa, invece, per Lino Musella che, insieme al cast e al regista Marco Bellocchio ha accettato il premio di miglior serie dell'anno per “Portobello”. «Questo teatro è un qualcosa che noi attori frequentiamo poco se non da spettatori - racconta - è magico per noi poter ritirare questo premio in un luogo d'arte di questa portata (...) Mi rende felice, soprattutto, poter ritirare un riconoscimento di questo tipo per un lavoro così importante nella mia città». Sorpresa della serata è, sicuramente, la premiazione di Can Yaman come “attore internazionale” per la sua performance in “Sandokan”, uno dei prodotti Rai più visti dell'anno. «L'emozione è sempre a mille per me - ammette - sono eventi e premi importantissimi (...) È stato fatto un lavoro enorme ed esserne parte è sempre stato incredibilmente gratificante per me».












