Per i dieci anni dalla morte di Marco Pannella ci si sarebbe aspettati di più, molto di più. Sui giornali, nelle aule assembleari e in quelle dei convegni. Soprattutto ora che il liberalismo - fino all’altro giorno dato placidamente per acquisito come forma naturale e presupposto della nostra vita politica, modello definitivamente vincente dopo il ko inflitto al comunismo alla sovietica – è messo brutalmente in discussione da populismi che conquistano spazi e ruoli un po’ ovunque nell’Occidente.
Chi cerca un risarcimento pannelliano, e quindi uno spazio in cui l’azione e il pensiero del leader radicale siano inquadrati nella loro dimensione (e più complessivamente una riflessione che spazia da Beccaria a Trump per tenere il punto sul liberalismo e sulla sua necessità, sulla politica, le sue regole democratiche e i luoghi comuni che le appannano) può cercare fra le 218 pagine di “Il principe della Repubblica” (Castelvecchi, 20 euro), cioè trent’anni di scritti e riflessioni di Roberto Deriu, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, raccolti in un libro prefato da Arturo Parisi e curato da Carlo Sanna, che lo definisce «una guida per chi ama la politica e vuole leggerla in modo meno ingenuo, ma anche per chi la studia come scienza».















