“Se l’uscita di Pina Picierno dal Pd potrà chiarirne la linea politica? Beh, senz’altro la chiarezza deriva anche dai volti e dai contenuti che un partito propone. La linea del Partito democratico con Elly Schlein sta cambiando, non è ancora cambiata del tutto. Devo dire che io sono soddisfatto, nel complesso, della linea che il gruppo dei Socialisti e democratici europei sta assumendo, ma per quanto riguarda un’eventuale iscrizione al Pd, rimango sulla soglia”. Marco Tarquinio, ex direttore di Avvenire, europarlamentare eletto come indipendente nelle file del Pd, ha visioni molto distanti da quelle dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo, che ieri, sul Foglio, ha annunciato il suo addio dai dem. “Ma figuriamoci se io, che sono stato accolto come indipendente con le mie convinzioni personali, mi permetto di giudicare la sua scelta. Dico solo che all’interno del gruppo a Bruxelles c’era tutt’altro che omologazione. C’è un dibattito molto franco su tanti temi. Persino a me, è capitato di portare a casa risultati su dossier importanti. Evidentemente non si sentiva più a casa, come ha rimarcato anche nell’intervista. E’ la fine di un ciclo”. Schlein si è detta “molto dispiaciuta” dalla notizia, Aggiungendo di essere “per un Pd plurale e inclusivo, senza rinunciare al mandato che abbiamo avuto per una linea chiara e progressista”.Picierno e Tarquinio spesse volte si sono trovati a battagliare, per esempio sul futuro della Nato anche prima che il giornalista fosse proposto da Schlein nelle liste per le europee. “Ho ricevuto insulti da più parti, a cui non ho mai risposto perché non è il mio stile”, dice ora il giornalista. Picierno era una delle più convinte sostenitrici dell’Ucraina all’interno del Pd. Lei ha un approccio molto più equidistante, insiste costantemente sul concetto di pace. Ci sarà un rilancio del pacifismo come linea guida del partito? “Il pacifismo, però, non è solo organizzarsi per andare a urlare slogan in piazza”, risponde Tarquinio. “Io parlo di scelte politiche concrete, orientamento delle risorse, impostazione delle politiche industriali. Non è un modo di dire, è un modo di fare economia, dove orientare prioritariamente le risorse e come costruire la sicurezza per il nostro paese dentro la cornice europea. In un momento in cui c’è un riemergere delle destre nazionaliste che non sono solo Vannacci o Bardellà, ma anche il governo italiano. Pacifismo per me vuol dire creare anche delle condizioni di sicurezza sociale che invece in Italia Meloni sta smantellando”.A proposito di spese militari, il campo largo in Parlamento ha trovato una quadra per cavalcare unitariamente la contrarietà all’obiettivo del 5 per cento del pil per raggiungere gli obiettivi Nato. Un segnale da cogliere in combinato disposto con la fuoriuscita di Picierno? “Credo che su questo una grande chiarezza serva vederla dall’Europa. Ci raccomandano di tenere i conti in ordine, di investire di più in risorse militari. Ecco, io credo che si debba stare molto attenti. Perché al contempo c’è bisogno di un grande contrasto alla povertà, in crescita nel nostro paese soprattutto a causa delle politiche di Meloni che hanno tagliato molte forme di aiuti”. Proprio oggi, peraltro, Tarquinio sarà alla Camera per presentare un rapporto sulla difesa europea realizzato dall’istituto “Archivio Disarmo”, insieme al capo delegazione del Pd a Bruxelles Nicola Zingaretti. Mentre nel pomeriggio sarà a Genova con Andrea Orlando per un evento sul “costruire l’alternativa per la Costituzione”, in scia referendaria.Glielo richiediamo, direttore: per una personalità che esce c’è un indipendente come lei che al Pd è interessato ora a iscriversi? “Dipende dalle scelte che saranno fatte di qui in avanti, se saranno in grado di rendere ancor più chiara la linea del partito. E’ ovvio che la considero come una possibilità”, ribadisce l’europarlamentare. “In questi mesi ho continuato a impegnarmi, anche sui territori, soprattutto con la rete civica e solidale e le altre realtà che appartengono all’alveo del campo progressista ma preferiscono rimanere sulla soglia del Pd. L’importante è costruire una proposta politica di governo che non escluda la questione della difesa, ma non la renda l’unico investimento possibile”. E’ l’ora del pacifismo.