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Nel ruolo dell'Alto Rappresentante per la Bosnia sembrava fatta per Antonio Zanardi Landi, spinto dagli Usa, ma Parigi e Berlino si sono messe di traverso. Nel ruolo di direttore generale della Fao era in pole Maurizio Martina, s'è messa di mezzo Madrid. Per non parlare delle delusioni nelle candidature per le sedi delle agenzie europee
Oltre l'agenda fitta c'è di più. C'è una condizione di partner di seconda fila che ogni tanto riemerge, nonostante lo sforzo della premier Giorgia Meloni di dimostrare la centralità di Roma nelle politiche europee. Da Palazzo Chigi continuano a declassare la mancata partecipazione di Meloni al vertice europeo sui Balcani, in Montenegro, come un errore nel calcolo delle tempistiche: a Reggio Calabria per la festa dei Carabinieri, non ha fatto in tempo ad arrivare sull'altra sponda dell'Adriatico per presenziare a un vertice la cui importanza era stata rimarcata dal governo italiano, con quel Balcani













