La prima partita di uno dei paesi che ospita gli imminenti Mondiali di calcio maschili, Stati Uniti-Paraguay, è in programma sabato 13 giugno, tra meno di una settimana: eppure fino a pochi giorni fa c’erano ancora centinaia di biglietti disponibili, così come per molte altre partite del torneo.

È un dato in contrasto con quanto sostenuto a febbraio da Gianni Infantino, presidente della FIFA, l’associazione che organizza il torneo: aveva detto che «tutte le partite erano già sold out», (le partite in totale sono 104). Il fatto di non riempire gli stadi sarebbe una sorpresa, considerando anche che è stata la FIFA stessa a decidere di ampliare il torneo da 32 a 48 squadre, presupponendo insomma che ci sarebbe stato un mercato per tutte queste partite.

Tra i principali motivi dei biglietti invenduti c’è il prezzo, che la FIFA aveva aumentato rispetto alle edizioni precedenti. Per tornare a Stati Uniti-Paraguay, il biglietto meno caro tra quelli attualmente disponibili costa 1.940 dollari, circa 1.700 euro.

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Per cercare di vendere più biglietti ed evitare quindi la vista desolante di stadi mezzi vuoti, di più la FIFA di recente ha abbassato i prezzi, soprattutto quelli per le partite tra nazionali meno seguite. E la riduzione ha interessato sia le vendite tramite sito ufficiale, sia quelle tramite piattaforme di rivendita controllate dalla stessa FIFA: in alcuni casi i biglietti costano meno della metà del loro prezzo originale.