Marina, 18 anni, è rimasta orfana da bambina, proprio come la regista Carla Simón. In Galizia sta cercando di capire chi fossero i suoi genitori, che sono stati così innamorati e felici, e così disperati e sconfitti
Un viaggio fisico e interiore attraverso i luoghi in cui i suoi genitori hanno conosciuto amore e felicità, ma anche disperazione e sconfitta. A compierlo è Marina, 18 anni, rimasta orfana da bambina, proprio come la regista Carla Simón. Il suo Romeria – Il mare dei ricordi è un film autobiografico che ripercorre il pellegrinaggio simbolico — questo il significato della parola romería — intrapreso dalla stessa autrice catalana nel tentativo di ricostruire la propria storia. Nelle sale italiane dall’11 giugno con I Wonder Pictures, il film riflette sulla natura drammaticamente sfuggente della memoria e sul complesso processo di costruzione dell’identità di una giovane donna.
Una clip dal film Romeria – Il mare dei ricordi, di Carla Simón
Nella clip, Marina — interpretata dall’attrice catalana Llúcia Garcia al suo debutto cinematografico — si trova in Galizia sulle tracce dei genitori biologici. Fa domande, raccoglie testimonianze, cerca di ricomporre i frammenti di una storia che restituisce risposte spesso contraddittorie. È l’inizio di un percorso durante il quale, con la videocamera in mano e il diario della madre in tasca, porterà alla luce emozioni familiari a lungo sepolte, verità mai raccontate e ferite che non si sono mai del tutto rimarginate.







