La guerra arriva fin sulle soglie della Russia, toccando il cuore della città natale di Vladimir Putin.
In una nuova fase del conflitto, San Pietroburgo si è svegliata sotto la minaccia dei cieli: nelle prime ore del 6 giugno un “attacco su vasta scala” di droni ucraini ha violato lo spazio aereo della metropoli baltica e dell’area circostante, inducendo le autorità locali ad adottare misure d’emergenza straordinarie.
La dimensione dell’incursione è stata quantificata da Alexander Drozdenko, governatore della regione di Leningrado, secondo il quale sono stati abbattuti 144 velivoli nemici in quello che ha definito “un attacco senza precedenti”.
Il raid ha causato quattro feriti, tra cui un bambino, e l’evacuazione immediata di oltre 600 persone.
A Bolshaya Izhora, i detriti di un drone hanno provocato un incendio all’interno di un impianto del ministero della Difesa russo, indicato come obiettivo militare.












