Quello che sarebbe potuto accadere il 9 maggio scorso a Mosca è accaduto a San Pietroburgo, quando i droni ucraini hanno colpito un terminal petrolifero nella seconda città della Russia e una nave da guerra ormeggiata vicino all’isola di Kronstadt, dove si trova una struttura militare che ospita elementi della flotta russa nel Baltico. Gli ucraini hanno confermato di aver mandato i loro droni, anche Volodymyr Zelensky ha parlato dell’attacco come del successo “delle nostre sanzioni a lungo raggio”, mostrando un video in cui si vede la corvetta Bojkij prendere fuoco. San Pietroburgo è la città di Vladimir Putin, ma in questi giorni è soprattutto la sede del Forum economico internazionale, la corte dei progetti economici, di influenza e di alleanze del Cremlino.Per anni il Forum è stato chiamato la “Davos russa”, ha rappresentato un centro di potere, oggi è piuttosto un circolo di fedeltà nazionale e internazionale. I visitatori hanno preso parte al Forum mentre non lontano si stagliava ancora il fumo dell’attacco ucraino, che ha avuto due obiettivi: colpire l’energia e le armi russe ed esporre le fragilità di un regime impegnato a mostrarsi come una potenza mentre non riesce ad abbattere droni lanciati da mille chilometri di distanza sopra i cieli di una città che si apprestava a ospitare uno degli appuntamenti più importanti per la Russia, con tanto di ospiti stranieri.Per Putin nella lista degli invitati ci sono l’influencer di estrema destra Candace Owens e soprattutto una delegazione americana guidata da Rodney Mims Cook, presidente della commissione per le Belle arti che sovrintende all’ampliamento della sala da ballo della Casa Bianca: era dal 2018 che gli Stati Uniti non partecipavano alla conferenza russa in modo ufficiale. Se nemmeno la presenza degli americani ha fermato gli ucraini, è segno del fatto che Washington non è in grado di bloccare l’azione di Kyiv. Gli americani in Russia sono una buona notizia per Putin, come lo sono gli europei. A corteggiare il Cremlino è arrivato anche un buon numero di tedeschi, fra imprenditori, politici del partito di estrema destra AfD, e artisti. Dall’Italia, il più notato è stato l’ex sottosegretario Michele Geraci, più che altro per aver ostentato la sua presenza pubblicando la foto del suo lasciapassare in cui è qualificato in modo indebito come “rappresentante del ministero dello Sviluppo economico”, senza che svolga più alcuna mansione (poi il ministero ha fatto presto a dichiararsi estraneo alla partecipazione di Geraci).Il programma del Forum è molto chiaro: qualche incontro riguarda l’economia, la maggior parte ha un valore propagandistico, è presente anche un padiglione dedicato interamente all’“anima russa”. Il 9 maggio il capo del Cremlino temeva che l’Ucraina piombasse con i suoi droni sulla Piazza Rossa. Grazie a Trump ha avuto una parata in sicurezza, ma appena finito il cessate il fuoco di tre giorni, ha ripreso a bombardare l’Ucraina con intensità, costruendo attorno a questi attacchi la propaganda della vendetta, vendendo l’idea che si trattasse di azioni in risposta alle incursioni dei droni di Kyiv. L’attacco a San Pietroburgo, dove giovedì sarà presente anche lui, darà a Putin ancora più fastidio di altri attacchi – è un colpo più personale dei precedenti, mostra una forza traballante dei russi agli occhi del mondo – ma il prossimo bombardamento che ordinerà contro Kyiv, Dnipro, Kharkiv o qualsiasi altra città, non sarà comunque una “vendetta”, ma la gestione consueta della sua guerra dal 2022.
Il Forum di Putin a San Pietroburgo tra i raid dei droni ucraini
Non è Davos, ma una sfera in cui vedere i prossimi passi della Russia. Programma e partecipanti al circolo di fedeltà nazionale e internazionale











