Il crescente scarto tra costo della vita e retribuzioni sta lacerando il Paese, trasformando l’accesso alla casa in una vera e propria “emergenza economica” capace di frenare la crescita nazionale.

Tra il 2019 e il 2025 i canoni di locazione sono saliti fino al 50%, a fronte di un incremento salariale ben più contenuto, compreso tra il 7% e il 15%.

Eppure, nella mappa del disagio abitativo delineata dall’analisi Cna, la Sicilia emerge in controtendenza, configurandosi come un’inaspettata “oasi di sostenibilità” rispetto alle metropoli inavvicinabili del Centro-Nord.

Mentre le grandi piazze universitarie e le capitali del turismo attraversano una fase di forte tensione, con una domanda ben superiore all’offerta, i centri del Mezzogiorno e dell’entroterra isolano fungono da utile contrappeso.

I numeri parlano chiaro: a Milano l’affitto mensile di un trilocale assorbe il 73% dello stipendio netto e a Firenze il 62%; al contrario, capoluoghi siciliani come Caltanissetta ed Enna figurano tra le realtà dove la spesa per l’abitazione è più sostenibile, fermandosi tra il 31% e il 32% della busta paga media.