In alcune città i rincari superano il 40%: il dossier Ifel fotografa un’emergenza che non riguarda solo le grandi metropoli, ma anche centri medi e piccoli
Il costo degli affitti in Italia è cresciuto in media del 22,6% tra il 2018 e il 2024. È quanto emerge dal dossier La questione abitativa dell’Istituto per la finanza e l’economia locale (Ifel), secondo cui la crescita dei canoni non riguarda soltanto le grandi città, ma si estende anche a molti capoluoghi medi e piccoli. Tra le aree più colpite ci sono Milano, Firenze e Aosta, con aumenti superiori al 40%. Il rapporto evidenzia inoltre come la difficoltà di trovare un’abitazione a costi sostenibili rappresenti ormai uno dei principali ostacoli all’autonomia di giovani e famiglie. Sul tema è intervenuto il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, che ha chiesto al governo una legge nazionale sugli affitti brevi.
La crisi abitativa non riguarda solo le grandi città
Secondo il dossier Ifel La questione abitativa, gli incrementi più marcati dei costi di locazione si registrano nelle aree più popolate del Paese, con aumenti superiori al 40% in diversi capoluoghi. Tra le città nella fascia di crescita più elevata svettano Firenze (+44,2%), Aosta (+42%) e Milano (+41,1%). Aumenti significativi si registrano anche in altre zone: Bologna cresce del 34,1%, Trieste del 32,4%, Modena del 31,3%, Matera del 33,5% e Bari del 29,8%. Roma, con un aumento del 22,9%, si colloca invece in linea con la media nazionale, mentre Napoli registra una crescita del 24,8%. Il rapporto sottolinea tuttavia che la crescita degli affitti non riguarda soltanto i grandi centri urbani, ma coinvolge anche città medie e piccole, diventando un fenomeno ormai diffuso su tutto il territorio nazionale. La questione abitativa rappresenta oggi un’emergenza per oltre 1,5 milioni di famiglie.






