È un labirinto di terra e acqua, di isolotti disabitati e piccoli canali che, attraversando in barca la Laguna veneta a nord di Venezia, lo sguardo coglie come sovrapposti. Sui bassi lembi di terra emersa ricoperti di vegetazione (le barene) nidificano indisturbati cigni bianchi, garzette, gabbiani reali, aironi cinerini, beccacce di mare, germani reali e fenicotteri rosa, che in primavera sorvolano in formazione il cielo della Serenissima. Un paesaggio dai colori smorzati che muta con le maree, con le verdi superfici delle barene che emergono e, a volte, rapidamente scompaiono. Un ambiente umido unico, il più grande d’Europa, ma estremamente fragile. Proteggerlo dall’erosione causata dal moto ondoso (sia naturale sia provocato dal traffico delle barche) è diventata la missione di Allison Zurfluh, 55 anni, pittrice, presidente e co-fondatrice di The Barena Association.
Donne e ambiente. Allison Zurfluh: «La Laguna veneta deve respirare»
«Negli ultimi cento anni in Laguna abbiamo perso il 70 per cento delle barene, quelle rimaste vanno protette. Con la nostra associazione monitoriamo la Laguna settentrionale, sviluppando progetti per il ripopolamento della flora endemica e della fauna. Inoltre, rimuoviamo i grandi rifiuti dalle zone umide protette, per dare spazio alla natura e farla respirare» racconta l’artista.













