Lo studio Stanford, i professori preferiscono le risposte dell’IA
Sono le undici di sera di un martedì anonimo del secondo semestre, una studentessa del primo anno scrive al suo professore di diritto: ha un dubbio su una norma del codice civile, una di quelle leggi che generazioni di studenti hanno maledetto innumerevoli volte durante la preparazione degli esami.
Il professore ha la riunione di dipartimento al mattino dopo, due articoli da concludere, una coda lunghissima di mail inevase e ancora non ha smarcato tutti i task previsti per quel martedì, così risponde in quattro righe, corrette, sbrigative, ovviamente la risposta che darebbe con gli appunti davanti e il pomeriggio libero sarebbe diversa.
Quella mail frettolosa è diventata l’oggetto di studio di un gruppo di ricercatori della Stanford Law School; i risultati della ricerca, pubblicati il 27 maggio sotto la supervisione del giurista Julian Nyarko, hanno un titolo che è tutto un programma: \"I docenti di giurisprudenza preferiscono le risposte dell’IA a quelle dei colleghi.\"
Lo studio ha coinvolto sedici professori di diritto di quattordici università americane, tra cui Yale, NYU e Chicago.







