Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«I miei studenti presentano compiti scritti precisi. Se però, nel parlarne a voce, li si fa uscire dal seminato, perdono il controllo delle nozioni esibite grazie all’IA». Alberto Marinelli, professore ordinario di Comunicazione e Ricerca sociale della Sapienza, sembra osservare problemi analoghi a quelli rilevati in Spagna, ma è ottimista: «Quando si riesce a sbloccarli, sono infinitamente più bravi e veloci». Tutto sta nel «cambiare il metodo d’insegnamento».

Domanda. In Spagna una recente inchiesta ha mostrato che tra gli universitari impazza l’IA. Anche i suoi studenti la utilizzano in modo sistematico?

Risposta. È una domanda che rende necessaria una premessa.

D. Quale?

R. Come sempre quando si parla di innovazione tecnologica, gli atteggiamenti di chiusura o negazione sono inutili. Le tecnologie travolgenti come l’IA sono fiume in piena che non può essere fermato con le mani: va incanalato, raddrizzarlo, inglobato negli insegnamenti.