In questi giorni l’attenzione dell’opinione pubblica si è concentrata sulla tragedia che ha sconvolto Amendolara. Si è parlato delle vittime, delle indagini, delle responsabilità e delle condizioni dei lavoratori coinvolti. C’è però una storia rimasta sullo sfondo, quella di una famiglia che da quella notte è uscita con la propria vita stravolta.
Un futuro pieno di incognite
Franco Bruno, gestore della stazione di servizio IP dove si è consumata la tragedia, oggi si trova a fare i conti con un futuro pieno di incognite. In poche ore lui e sua moglie hanno visto andare in fumo la loro unica fonte di reddito. Un’attività costruita con anni di lavoro e sacrifici, dalla quale dipende il sostentamento della famiglia e dei loro due figli. L’impianto, gravemente danneggiato dall’incendio, sarà sottoposto alle procedure previste dall’autorità giudiziaria. Una situazione che rende impossibile qualsiasi intervento immediato e che alimenta preoccupazioni e interrogativi sul futuro. Sentendosi dimenticati in una vicenda che ha comprensibilmente catalizzato l’attenzione su altri aspetti della tragedia, Franco Bruno e la sua famiglia hanno incontrato il senatore Ernesto Rapani, che ha chiesto loro un incontro nella loro abitazione di Francavilla. Un lungo confronto durante il quale sono emerse preoccupazioni, difficoltà e timori per il domani. Una testimonianza umana particolarmente dolorosa, quella raccolta dal parlamentare, che ha potuto toccare con mano le conseguenze che questa tragedia ha avuto anche su chi, pur estraneo ai fatti, ne sta pagando un prezzo altissimo.












