Il modello Whirlpool-Beko da applicare al caso Electrolux per fronteggiare il pericolo della riduzione del personale e della chiusura degli stabilimenti. Lo ha proposto Giacomo Iametti, consigliere provinciale di Varese che ha ricordato la vertenza di Cassinetta di Biandronno (Va) con il passaggio di proprietà da Whirlpool (Usa) a Beko (Turchia). "È indispensabile una risposta corale, compatta e coordinata. Beko a Biandronno pensava di chiudere una fabbrica dalla sera alla mattina ma ha trovato una resistenza che non si aspettava". Il riferimento è alla fabbrica nel Varesotto per la quale si è aperta una complessa trattativa focalizzata sulla salvaguardia delle linee produttive dei prodotti da incasso. In prima linea nella gestione della crisi si sono mossi i sindacati di categoria e le istituzioni locali. Regione Lombardia ha attivato i propri canali per garantire il monitoraggio costante della situazione e supportare i lavoratori, coordinandosi strettamente con il ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’apertura del tavolo di crisi a Roma.

I sindaci del territorio e la Provincia di Varese hanno espresso immediata e compatta solidarietà alla fabbrica, scendendo in piazza a fianco delle tute blu nei momenti di sciopero e presidio davanti ai cancelli. Il forte fronte comune istituzionale, unito alla pressione della mobilitazione sindacale, ha spinto il Governo a esercitare una forte moral suasion sul gruppo industriale. È quello che si vorrebbe ottenere anche per Electrolux. "Queste multinazionali parlano solo di numeri e di profitto, ma non possiamo dimenticare il dato umano. Ci sono famiglie che sono nate all’interno di queste aziende e storie che meritano rispetto", ha concluso Iametti. Ga.Bass.