HomeAnconaCronacaBeko, sindacati preoccupati per il rilancioL’azienda ha annunciato il passaggio anche dell’ultimo 25% ancora nelle mani di Whirlpool: "Gli investimenti non si vedono"L’incontro al ministeroRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL’annuncio del passaggio del restante 25% delle quote di Beko Europe da Whirlpool a Beko B.V. (gruppo Arçelik) segna la fine di un’era e l’inizio di una gestione a totale trazione turca. Se dal punto di vista societario la governance si semplifica, all’ombra del quartier generale di Fabriano e dei siti produttivi marchigiani l’acquisizione riaccende i fari sulle promesse mancate e sulle pesanti incertezze occupazionali.
Sulla questione interviene duramente Massimiliano Nobis, Segretario Nazionale della Fim Cisl, evidenziando come l’uscita definitiva degli americani "confermi una strategia Whirlpool che non ha mai puntato sul consolidamento industriale, bensì su una logica speculativa di breve respiro. Il vero nodo per il sindacato, però, è che il rilancio dell’asset produttivo nel nostro Paese da parte di Beko non è ancora decollato. Per il distretto fabrianese la transizione ha finora il sapore amaro del ridimensionamento: gli staff di ricerca e sviluppo nel settore lavaggio sono stati ridotti, svuotando di fatto il cuore progettuale dello storico centro di Fabriano. Una crisi che si riflette nel resto della regione e d’Italia: a Melano (piani cottura) si fatica a lavorare tutto il mese e il ricorso alla cassa integrazione continua a essere importante, a Comunanza i volumi delle lavatrici non saturano gli impianti, Siena è già stata chiusa, mentre Cassinetta e il polo logistico di Carinaro restano in un limbo organizzativo".






