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"Mi raccomando, se ha bisogno di me non esiti a chiamarmi". Non aveva mai visto una donna così bella
Vichi Va bene… sì… Adesso però devo andare… è tardi…" Ma non faceva nulla per togliere la sua mano da quelle dello sconosciuto. "Sì, certo… Mi scusi… Scendo subito… Non so nemmeno il suo nome…" disse lui. "Beatrice" disse lei abbassando gli occhi, come se rivelare il proprio nome a uno sconosciuto fosse qualcosa di molto sconveniente. "Beatrice… Un nome bellissimo… Mi raccomando, se ha bisogno di me…" Non riusciva a staccarsi da lei. "La ringrazio, è stato molto gentile… Adesso però devo proprio andare…" disse la donna, senza fare nulla per riprendersi la mano. "Vado… Sì… Ma non si dimentichi quello che le ho detto… Mi consideri il suo schiavo… Lei… Lei… è la donna più bella che abbia mai visto…" "Oddio, non mi faccia arrossire…" "Non esagero, è la pura verità… Deve credere alle mie parole…" "Mi lasci andare, la prego… Meglio separarci, adesso… Non vorrei che… No, non me lo faccia dire… Mio marito cambierà, ne sono sicura… Adesso vada, devo tornare a casa…" "Obbedisco" disse lui, e lasciò quella manina come se fosse una corda a cui si era aggrappato per non precipitare nel vuoto. Scese dalla macchina e richiuse la portiera. Salutò la donna con un cenno e si avviò lungo il marciapiede a passo svelto, frenando la voglia di tornare indietro. Anche lui aveva una moglie, dei figli… Che gli stava succedendo? Sentì mettere in moto la macchina, la sentì partire, e giurò di non voltarsi a guardarla. Voltò alla prima traversa e si lasciò alle spalle qualcosa di inimmaginabile… Se fosse stata in pericolo, lei lo avrebbe chiamato? Avrebbe avuto fiducia in lui? La donna arrivò a casa e parcheggiò nel giardino. Buttò il biglietto da visita dello sconosciuto nel cestino della carta. Entrò in casa, e come sempre lanciò un’occhiata alla foto appoggiata sul tavolino dell’ingresso, lei e di suo marito il giorno del matrimonio… Barbara e Carlo, 12 aprile 2019. Quando entrò in cucina trovò suo marito che stava cucinando qualcosa a piedi scalzi. "Sto sperimentando qualcosa di nuovo, spero che ti piaccia" disse lui. Anche lei si tolse le scarpe, abbracciò suo marito da dietro e gli dette un tenero bacio sulla schiena. "Mi piace tutto quello che fai" disse lei, con gli occhi sereni. "Addirittura…" "Tesoro, non immagini quanto ti amo." "Meno di quanto ti amo io" disse lui. Si voltò e si baciarono. Un lungo bacio appassionato, come due ragazzini alla prima uscita. "Ceniamo dopo?" mormorò lei, con uno sguardo eloquente. "Agli ordini…" Lui spense tutto, prese per mano sua moglie, la portò in camera da letto, abbassò le luci e la spinse dolcemente sui lenzuoli. Passarono una mezz’ora bellissima. Dopo, nella penombra della stanza, con il cuore ancora accelerato, se ne stavano sdraiati a guardarsi negli occhi. "Amore…" disse lui. "Amore e piacere" disse lei. "A letto sei magnifica…" Glielo diceva sempre, lei riusciva a essere delicata e violenta, amorevole e sfacciata… "Sei l’uomo più dolce che abbia mai conosciuto, in tutti i sensi" disse lei, con gli occhi innamorati. Rimasero un po’ in silenzio, ma per poco. Lui le prese il viso tra le mani. "Spero davvero che con me tu stia bene, che non ti manchi quasi nulla… Ma se così fosse…" "Non mi manca nulla" lo fermò lei, mettendogli le dita sulla bocca. Lui baciò quella mano. "Non ci credo" disse lui, sorridendo. "Che ti amo lo sai, e sai anche che la cosa che più mi piace è darti piacere" disse lei. Ma in realtà non era stata sincera, aveva mentito. Qualcosa le mancava: il desiderio degli uomini, quello sguardo infuocato di ammirazione per la sua bellezza. Amava suo marito, erano sposati da sette anni e a letto funzionavano ancora a meraviglia. Però le mancava il desiderio degli uomini, quel brivido animale che le dava anche sicurezza. Ma a quello riusciva a provvedere con facilità. Bastava fare finta di essere triste, piangere un po’, e un cavalier servente correva in suo aiuto. Le bastava vivere quei momenti, un uomo che la desiderava, che avrebbe fatto qualunque cosa per lei, che si innamorava in pochi minuti, e tornava a casa appagata. E l’amore per suo marito si rafforzava, diventava sempre più puro e più bello. 2-fine







