Ancora una volta i giudici riscrivono le vicende degli ultimi anni del Montepaschi.

La nuova banca gestione Lovaglio a metà maggio ha perso in tribunale a Firenze contro gli ex vertici di oltre un quindicennio fa, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni: non solo ha visto respinta la sua richiesta di ottenere un risarcimento danni da 50 milioni di euro dall"ex presidente e dall"ex direttore generale che firmarono le famose operazioni Santorini e Alexandria, ma viene anche condannata a pagare ai due ex manager 350 mila euro di spese legali oltre alle spese generali.

E c"è di più: la decisione del 12 maggio del tribunale delle imprese di Firenze relativa alla sola operazione denominata Alexandria (un complesso prestito a lungo termine coperto da Btp stipulato con la banca giapponese Nomura) crea un clamoroso contrasto di giudizi nei confronti di Vigni, che nel 2020 è stato condannato in via definitiva in sede civile a risarcire 50 milioni di euro al Mps, per l"analoga operazione Santorini realizzata con Deutsche Bank.

Ma com"è possibile che le vicende senesi abbiano dato vita a una situazione tanto ingarbugliata dal punto di vista legale?

Il fatto è che in mezzo ci sono state prima le condanne e poi le assoluzioni nei vari processi penali.