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26 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 23:09
Dopo il ritiro delle deleghe, la guerra legale: Mps fa terra bruciata intorno all’ex amministratore delegato Luigi Lovaglio che, dopo essere stato escluso dalla rosa del consiglio uscente per il rinnovo del board, è tornato in corsa grazie al sostegno del piccolo azionista Plt della famiglia Tortora, che ha depositato una sua lista concorrente per riportarlo alla guida della banca senese. All’iniziativa, arrivata a sorpresa l’ultimo giorno utile, sabato 21 marzo, il consiglio ha risposto prima riordinando la sua proposta e poi sterilizzando i poteri di Lovaglio. Dopo di che ha presentato un esposto a Bce, Consob e Bankitalia. Secondo quanto trapelato, i legali ingaggiati dalla banca ritengono che, visti i suoi doveri nei confronti dell’istituto e del cda, l’amministratore delegato avrebbe dovuto rendere noto prima l’accordo con Plt. Quest’ultima, poi, sempre secondo i consulenti di Siena, avrebbe dovuto chiedere un’autorizzazione alla Bce prima di presentare la lista.
Insomma, man mano che ci si avvicina alla data del voto, la battaglia si fa più intensa e ognuno si gioca le sue carte. Pierluigi Tortora dal canto suo ha preso carta e penna per scrivere agli azionisti della banca, criticando le scelte fatte dal cda e mettendo in risalto la qualità delle figure che la sua società ha messo in corsa per il nuovo board, facendo “una scelta di governance chiara in un momento cruciale”. La lista di Plt, sostiene, vuole rispondere a “un fallimento della governance” della banca, visto che “senza una spiegazione pubblica” è stato escluso “l’architetto del rilancio” del Monte, Lovaglio, “proprio nel momento in cui la continuità della leadership è più importante”. L’imprenditore romagnolo ritiene inoltre che la proposta del consiglio uscente susciti delle preoccupazioni degne dell’attenzione degli azionisti della banca. Primo per una questione di coerenza: “Lo stesso Consiglio che aveva pubblicamente attribuito la ripresa della banca alla leadership del sig. Lovaglio ha ora presentato una lista che lo esclude completamente – è la ricostruzione -. Non più tardi del 5 dicembre 2025, quello stesso consiglio aveva ribadito all’unanimità l’idoneità del signor Lovaglio in un comunicato stampa ufficiale. Nessuna spiegazione pubblica è stata fornita per questo cambiamento di rotta nei tre mesi successivi. Gli azionisti hanno il diritto di chiedere cosa sia cambiato e perché”.













