​VENEZIA - «Servirà pazienza e noi l'avremo. La pazienza di chi sa di essere innocente». Gli avvocati Alessandro Rampinelli, Giulia Ranzato e Alberto Berardi, legali degli imputati nel processo per finanziamento illecito ai partiti, si dicono stupiti dalla decisione del Gup Lea Acampora di procedere con il rinvio a giudizio dell'ex sindaco Luigi Brugnaro e dei suoi collaboratori.

«Prendiamo atto — ha detto il difensore di Brugnaro, Alessandro Rampinelli — della decisione della giudice, che però mi lascia sempre più senza parole. La nostra grande forza sta nel dato normativo: la legge stabilisce l'inizio e la fine della campagna elettorale ai fini della rendicontazione del periodo. Abbiamo prodotto una consulenza tecnica fattura per fattura, che forniva la prova inequivocabile che il bene ceduto o il servizio prestato era al di fuori del periodo di campagna elettorale. È un dato normativo inequivocabile».«Si contestano rendicontazioni sbagliate di somme ricevute — continua l'avvocato Berardi — quando la campagna elettorale era sconosciuta anche nella mente di Dio: parliamo di finanziamenti del dicembre 2019, con elezioni tenutesi nel settembre 2020. Chi poteva sapere a cosa sarebbero stati destinati quei soldi?» «Si tornerà in aula il 21 settembre — aggiunge Ranzato — e sarà un processo totalmente inutile». La difesa non è intenzionata a giocarsi la carta della prescrizione. «Non ci interessa — continua Rampinelli —. Vogliamo che emerga la verità e che venga rispettata la legge. Della prescrizione Luigi Brugnaro non sa che farsene».Gli avvocati avevano già evidenziato mesi fa alcuni aspetti dell'accusa che, a loro dire, non reggevano: a cominciare dalla circostanza che «Un'impresa Comune» è un'associazione attiva dal 2015 con finalità politico-sociali generali, ma non un partito politico. L'unico partito che fa riferimento a Brugnaro, avevano precisato i legali, «Coraggio Italia», fu costituito il 14 luglio 2021, un anno dopo la campagna elettorale del 2020. Gli avvocati avevano evidenziato inoltre come la correttezza della rendicontazione delle spese elettorali di Brugnaro fosse stata accertata sia dal Comitato elettorale sia dalla Corte dei Conti.