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Redazione online

Al centro dell'indagine ci sono poco più di 500mila euro non rendicontate. «Sono non rendicontate perché non dovevano essere rendicontate - ha spiegato l'avvocato difensore di Brugnaro, Alessandro Rampinelli

L'ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è stato rinviato a giudizio con l'accusa di finanziamenti illeciti per le spese elettorali del 2020. Lo ha deciso il Tribunale di Venezia che ha fissato la prima udienza per il 21 settembre prossimo. Con Brugnaro sono stati rinviati a giudizio per falso e finanziamento illecito anche il suo capo di gabinetto Morris Ceron, il responsabile della gestione dei fondi elettorali Adriano Giugie e Walter Bianchi del Consorzio produzione e sviluppo Nordest. L'accusa riguarda le spese elettorali per l'elezione a sindaco del secondo mandato che sarebbero state superate di oltre mezzo milione di euro rispetto ai limiti di legge che sono di 330mila euro per il candidato e di 205mila euro per le liste a lui collegate.

Le spese non rendicontateAl centro dell'indagine ci sono poco più di 500mila euro non rendicontate. «Sono non rendicontate perché non dovevano essere rendicontate - ha spiegato all'AGI l'avvocato difensore di Brugnaro, Alessandro Rampinelli - siamo piuttosto stupiti perché è un processo che ben poteva chiudersi in udienza preliminare, ma celebreremo un tutto inutile dibattimento: è la legge che stabilisce quando inizia e finisce il periodo di campagna elettorale ai fini della rendicontazione. E abbiamo depositato una perizia tecniche che dimostra che tutta quelle spese che i pm dicono non rendicontate si riferivano a beni o servizi al di fuori del periodo di campagna elettorale». «Ma noi abbiamo la pazienza di chi è innocente» ha poi aggiunto. La prima udienza è stata fissata per il 21 settembre.