United 2026 L'edizione nordamericana che inizia la settimana prossima sarà di gran lunga la più inquinante nella storia del calcio

Quali ripercussioni avrà il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature del pianeta sulla salute dei calciatori in campo e dei tifosi sugli spalti?

I Mondiali che iniziano la settimana prossima saranno i più inquinanti della storia del calcio. L’aumento significativo del numero delle Nazionali che vi partecipano, dalle 32 squadre del 2018 in Russia e del 2022 in Qatar alle 48 squadre del 2026 che disputeranno complessivamente 104 partite, determinerà anche un incremento dei tifosi al seguito e l’ aumento dei viaggi aerei, che incidono per l’80% sul footprint, l’impronta di carbonio prodotta dal calcio.

La decisione della Fifa di far disputare le partite dei Mondiali in tre Paesi diversi, Stati Uniti, Canada e Messico, comporterà ulteriori viaggi dei tifosi da un Paese all’altro. Se le edizioni della Coppa del Mondo di calcio del 2022 e del 2018 hanno prodotto 6,5 milioni di tonnellate di CO2, quella del 2026 avrà un’impronta di carbonio pari a 9 milioni di tonnellate di CO2, secondo il New Weather Institute, alla quale si aggiungeranno, come ritorno delle sponsorizzazioni, 30 milioni di tonnellate prodotte da Aramco, l’azienda petrolifera dell’Arabia Saudita, maggiore responsabile del cambiamento climatico del pianeta.