Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiQuasi non c’è storia americana che non celebri il vagabondaggio. Cacciatori di pellicce sulle Montagne Rocciose, cowboy al bivacco sotto le stelle, autostoppisti on the road lungo le autostrade degli anni Cinquanta e Sessanta, hippies strafatti accampati sulle spiagge della California. E poi gli «hobo», che nell’America di fine e inizio secolo, prima delle automobili, prima delle strade asfaltate, viaggiano a scrocco sui treni merci, diretti ovunque vada il treno, in tasca pochi spiccioli e, quando gira bene, una fiaschetta di whisky rimediata chiedendo l’elemosina o derubando qualcuno. Senza contare che uno dei grandi eroi americani del Novecento ha in testa una bombetta, rotea nell’aria un bastone di bambù, cammina un po’ da papero ed è chiamato «il Vagabondo».

Jim Tully: da vagabondo a sceneggiatore di Chaplin

A scrivere sceneggiature per le «comiche» di Chaplin fu, tra gli altri, Jim Tully, che in giovinezza era stato un «hobo» (parola che forse è «una corruzione», così Wikipedia, «del saluto comune “Ho, boy!”, ehi, ragazzo!, usato sui treni»). Tully, di stirpe irlandese, sarebbe diventato uno scrittore professionista. Benché oggi sia quasi del tutto dimenticato, come chissà quanti altri letterati (e vagabondi) altrettanto meritevoli, nelle prime decadi del secolo fu un importante romanziere, giornalista e sceneggiatore.