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Ultimo aggiornamento: 7:40

di Giorgio Boratto

Per quelli come me che sono cresciuti al cinema, che avevano questo divertimento dopo i giochi di strada: i quattro angoli, la ‘zuarda’ (la trottola di legno), le grette per il giro d’Italia – disegnato con il gesso per terra –, i cannonetti lanciati soffiando in un tubetto; il cinema era il massimo godimento. Era per questo forse che l’America aveva conquistato oltre che l’Europa anche la mia anima. Era nato il mito americano: un popolo di bastardi che aveva vinto la guerra contro gli ariani, i puri di razza bianca. Era il mito dell’ovest che cacciava gli indiani – i pellerossa – con i cowboy.

Al cinema americano vincevano sempre gli eroi buoni; vincevano Gregory Peck, John Wayne, Marlon Brando, Gleen Ford, Alan Ladd… tutti i miei attori preferiti. Io vincevo con loro. Quando ricevetti dopo la pistola ad acqua, una pistola che sparava ‘fulminanti’ fui il bambino più felice del mondo. In strada facevamo la guerra tra cowboy e indiani; ma gli indiani era difficile trovarli e in una sorta di ragazzi della via Pal, combattevamo con il rione vicino che erano poi i ragazzi di via Paglia, la strada limitrofa alla mia.