La Romania torna al centro delle tensioni tra Russia e Ucraina, riaccendendo l'allarme della Nato per un conflitto che continua a sconfinare nei territori dell'Alleanza. Stavolta, è stato un drone marino di Kiev a colpire il porto di Costanza, sul Mar Nero: lo ha ammesso la stessa Marina ucraina, senza tuttavia placare il vespaio di accuse esploso sull'incidente, attribuito dalle forze di Zelensky a una deviazione di rotta per "un'interferenza elettronica" russa. Un segnale di come come ormai la guerra sia ampiamente combattuta anche sul fronte digitale, oltre a quello del terreno.

"Durante le operazioni nella zona del Mar Nero, un drone senza equipaggio della Marina ucraina, sotto l'effetto della guerra elettronica nemica, ha perso il controllo ed è finito al largo delle coste rumene. La Marina ucraina ha fornito alla Marina rumena le informazioni necessarie per prevenire vittime civili", ha dichiarato Kiev, mentre il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Georgii Tykhyi, ha confermato di aver "informato tempestivamente la parte rumena della perdita di controllo di un drone navale a causa di un'interferenza russa". In totale, sono quattro i droni di cui Kiev ha perso il controllo in mare, spingendo le autorità di Bucarest a evacuare almeno 3mila persone: "Oltre al drone che si è autodistrutto nel porto di Costanza, un secondo drone è auto-esploso, sotto la supervisione della Guardia Costiera, al largo della costa del porto, e altri due droni sono esplosi a circa 145 km a est di Costanza", ha spiegato su X il presidente rumeno Nicusor Dan. Prima dell'ammissione pubblica di Kiev, l'ambasciata russa in Romania aveva già respinto "qualsiasi tentativo di attribuire direttamente o indirettamente la responsabilità di questo incidente alla Russia" bollandolo come "privo di qualsiasi fondamento". Ma sia il presidente Dan sia i vertici Ue restano fermi nel definire l'episodio una "conseguenza diretta della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina", invocando "una risposta che essere all'altezza dell'urgenza". Quello del Mar Nero è infatti l'ennesimo incidente in Romania, Paese membro dell'Ue e della Nato, che dall'inizio della guerra ha segnalato decine di violazioni dello spazio aereo, attribuendone quasi sempre la responsabilità alla Russia. L'episodio precedente risale solo a una settimana fa, quando un drone russo ha ferito due persone schiantandosi contro un condominio a Galati, vicino al confine tra Romania e Ucraina, vicenda che ha spinto Bucarest a chiedere all'alleanza atlantica di rafforzare le difese aeree. Anche in quel caso, Mosca ha negato ogni responsabilità dell'accaduto, mentre il governo rumeno ha identificato il drone responsabile dell'incidente come un Geran-2 di fabbricazione russa. Nel frattempo, non è solo nei confini dell'Alleanza Atlantica che si spinge il conflitto tra Russia e Ucraina: in mattinata, il ministero degli Esteri dell'Agerbaigian ha denunciato che cinque suoi marinai sono rimasti uccisi in un attacco di droni contro due cargo battenti bandiere straniere, la Natra e la Zircon, provenienti dalla Turchia e dirette in un porto russo. Secondo quanto riferito, l'attacco è avvenuto nella baia della città russa di Taganrog, nel Mar d'Azov, e altri tre marinai azeri sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale nella città russa di Yeysk. "Secondo le informazioni disponibili, le navi sono state attaccate da droni ucraini, a ulteriore conferma della natura terroristica del regime di Kiev", ha subito attaccato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo. Nessun commento ufficiale arriva invece da Kiev, che invece ha rivendicato di aver colpito cinque imbarcazioni nei porti occupati di Mariupol, Berdyansk e nelle acque della Crimea. Gli incidenti oltre i confini punteggiano infatti una guerra che intanto continua a infuriare in Ucraina, incurante dell'appello al cessate il fuoco nella lettera aperta indirizzata da Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin, e inesorabile nella sua scia di morte: nella regione di Kiev, quattro persone sono rimaste uccise per un raid russo su un'azienda alimentare, mentre ulteriori attacchi si sono abbattuti su Zaporizhzhia, Kherson e Dnipropetrovsk.