A poche ore dall’atteso discorso di Putin alla vetrina del Forum economico di San Pietroburgo, e dopo l’attacco dei droni contro il porto e la base navale di Kronstadt, l’Ucraina ha colpito cinque navi cargo russe nel Mar d’Azov, impegnate nella logistica militare di Mosca. Dopo la lettera del presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato dritto il messaggio delle Forze ucraine: ogni nave che alimenta la macchina da guerra russa o estrae risorse dai territori occupati è un bersaglio legittimo. Nelle stesse ore un drone navale ucraino, deviato dalla rotta a causa delle interferenze di guerra elettronica russe, è esploso nel porto di Costanza, in Romania, la città che più rappresenta il fronte orientale della Nato. Non c’è stata alcuna vittima, ma l’area è stata evacuata, e Kyiv ha dimostrato piena trasparenza con la Marina rumena. L’incidente è stato grave e pericoloso, ma la lettura politica è stata univoca. Sia Nicusșor Dan, presidente della Romania, sia António Costa, presidente del Consiglio europeo, hanno detto che queste conseguenze hanno un solo responsabile: la Russia.Mosca usa sistematicamente la guerra elettronica per spingere i droni ucraini verso il territorio della Nato, in una strategia documentata volta a logorare la coesione tra Kyiv e i suoi alleati. E’ così che il conflitto voluto da Mosca contro l’Ucraina si estende oltre, come quando poco più di una settimana fa un drone russo ha colpito il tetto di un edificio residenziale di dieci piani a Galati, sempre in Romania, a ridosso del confine con l’Ucraina. La reazione dell’ex presidente della Russia e storico alleato di Putin Dmitri Medvedev è eloquente. Su X ha scritto: “Aspettiamo che la prossima esplosione del quartier generale dell’Ue a Bruxelles da parte degli ucronazisti venga definita ‘aggressione del Cremlino’. PS: non è un suggerimento!”. La sua violenza verbale è un indice affidabile dell’imbarazzo russo, e non è una voce fuori dal coro, ma del sistema, che minaccia perché non ha più argomenti.
Il drone a Costanza è colpa della Russia
La guerra elettronica di Putin serve a spingere il conflitto sempre di più












