Se il tramezzino fosse un’infrastruttura, Salvini sarebbe il miglior ministro della storia d’Italia (Regno incluso). Le guide gastronomiche dovrebbero prendere spunto dai recenti appuntamenti elettorali del vicepremier. In meno di un mese, nel corso della campagna per le comunali, il leader della Lega ha incontrato i suoi elettori, nell’ordine: al ristorante Hemingway di Lecco, al ristorante Filarmonica di Macerata, al mercato di Bollate, al caffè Alternative di Zagarolo, al bar Giorgione di Castelfranco Veneto, al bar Serena di Mestre, al ristorante pizzeria Malvaldo, a Cascina in provincia di Pisa, al mercato e poi al ristorante calabrese Scialò Finestra sul mare di Reggio Calabria. L’ultima tappa dell’itinerario gourmet si è consumata ieri, al ristorante Le Case di Macerata. “A seguire”, si legge nell’edizione locale del Resto del Carlino, “tavolo di confronto con professionisti, imprese e categorie economiche del territorio. Infine aperitivo”.Ogni evento è corredato di ricchi buffet o, appunto, aperitivi (il bar Serena di Mestre sembra che offra alcuni tra i migliori tramezzini della regione), di cui resta un’invitante testimonianza nelle foto e nei video pubblicati dai militanti.Se è comune vedere altri leader incontrare i cittadini in piazze, fabbriche, industrie o centri culturali, nell’ultimo mese Salvini si è presentato in undici occasioni in bar, ristoranti o mercati, e solo in sei in piazze o porti. Gli appuntamenti enogastronomici hanno quasi doppiato quelli che non prevedono buffet, se si contano gli eventi segnalati da Salvini stesso sui suoi canali pubblici. Un tempo il leader del Carroccio era più incline a visitare aziende agricole, vinicole, caseari o agroalimentari, mentre ora sembra prediligere chi quei prodotti li vende: bar e ristoranti.