ROMA – Da sogno a realtà: dopo anni di sperimentazioni, il mercato dei robotaxi sta entrando in una fase di crescita e di concreta operatività. Dalla Cina agli Stati Uniti la rivoluzione è iniziata e, anche se lentamente, si sta espandendo ad altri Paesi, Europa compresa, tant’è che la flotta globale entro il 2035 potrebbe raggiungere quota 3 milioni di veicoli nello scenario più favorevole (un milione in quello più conservativo). Anche secondo le previsioni più basse, il mercato dei robotaxi sarà dominato dalla Cina che in questo caso arriverebbe a 850.000 unità, seguita dagli Usa con 350.000 e dal Vecchio Continente con 120.000 unità. Tali differenze riflettono i diversi livelli di maturità tecnologica e di preparazione infrastrutturale di ciascuna area.
A tracciare una mappa dello sviluppo dei robotaxi è lo studio “Here at Last: The Evolution of the Robotaxi” di Boston Consulting Group (Bcg), secondo cui l’espansione in nuove aree urbane sarà un processo complesso e graduale.
L’ingresso in una nuova città richiede investimenti iniziali importanti, che oscillano tra i 15 e i 30 milioni di dollari, oltre a circa due anni di attività preparatorie per gestire autorizzazioni e infrastrutture.











