ROMA - Un recente studio di Boston Consulting Group ha evidenziato l’espansione dei robotaxi che secondo gli analisti potrebbero raggiungere una cifra compresa tra 1 e 3 milioni di veicoli entro il 2035. In questo scenario, la Cina si colloca in posizione leader con una previsione di 850.000 unità, seguita dagli Usa con 350.000 e dal Vecchio Continente, che arriverà a circa 120.000 unità.
Se però in questo contesto l’Europa appare come fanalino di coda, una nuova spinta potrebbe arrivare dalla partnership tra Stellantis, Wayve e Uber che punta a rivoluzionare il trasporto urbano globale attraverso lo sviluppo di robotaxi di livello 4, capaci di muoversi in totale autonomia. Questo progetto unisce tre competenze fondamentali: la capacità manifatturiera di Stellantis, il software di intelligenza artificiale di Wayve e l'immensa rete di mobilità di Uber. L'iniziativa consolida legami già esistenti, come i test di guida assistita avviati tra Stellantis e Wayve e i servizi autonomi che Uber e Wayve lanceranno quest'anno in dodici metropoli, tra cui Londra e Tokyo.
Ciascun partner giocherà un ruolo ben definito per tradurre la guida autonoma in una realtà commerciale. Stellantis si occuperà di progettare e produrre su larga scala veicoli pronti per il livello 4, dotati di sensori integrati e sistemi di sicurezza ideati per un uso intensivo. Il cuore tecnologico sarà il software "end-to-end" di Wayve, un sistema capace di interpretare contesti urbani complessi in tempo reale e di adattarsi a nuove città senza bisogno di mappature preventive, riducendo drasticamente i costi di espansione. Uber, infine, integrerà queste vetture nella propria applicazione, permettendo ai passeggeri di prenotare un viaggio autonomo tramite una piattaforma già familiare e affidabile.













