Sono un fenomeno in grande crescita negli USA e in Cina, ma anche in Medio Oriente: in Europa stanno iniziando i primi test, ma per l’Italia i tempi potrebbero essere più lunghi

A San Francisco i robotaxi sono una realtà dal 2021

Diciamoci la verità: quando si parla di taxi in Italia la polemica è dietro l’angolo e gli animi si scaldano rapidamente. Il tema delle licenze, della scarsità di vetture a disposizione nelle grandi città e il sostanziale muro contro Uber e servizi che vanno a scalfire gli interessi dei tassisti tradizionali sono solo alcune delle criticità che ci riguardano. Nel mondo invece, il progresso parla la lingua della guida autonoma e i dati ci dicono che qualcosa sta cambiando davvero. Parola di Boston Consulting Group, che nel suo ultimo report evidenzia come i progressi tecnologici e il calo dei costi stiano rendendo i robotaxi qualcosa di estremamente concreto.

1 milione di robotaxi entro il 2035Secondo le stime di una delle principali multinazionali di consulenza strategica al mondo, entro il 2035 circolerà oltre un milione di auto senza conducente, che potrebbero diventare addirittura tre milioni se tutto girasse per il verso giusto. Ma se guardiamo la mappa geografica di questa rivoluzione, l'Europa rischia di guardare i fari posteriori degli altri, ovvero gli Stati Uniti (con circa 350.000 unità stimate al 2035) e la Cina (che viaggia verso quota 850.000) che sono già partiti a tavoletta. Il Vecchio Continente, invece, sempre secondo le previsioni, si fermerà a circa 120.000 unità.