Secondo l’ex comandante della Capitaneria di Crotone Aloi la strage di Cutro si poteva evitare, lunga deposizione al processo sul naufragio
CROTONE – «L’onda media era sui due metri e mezzo. Le nostre unità non avrebbero avuto nessuna difficoltà ad affrontare il mare. Sono autoribaltanti, altrimenti non potremmo garantire il soccorso. In due ore saremmo arrivati con le motovedette d’altura di stanza a Crotone e Roccella». Detto in altri termini, la strage di Cutro poteva essere evitata. Le parole del capitano di vascello Vittorio Aloi, all’epoca comandante della Capitaneria di Crotone, ricostruiscono in aula le ore precedenti al naufragio di Steccato del febbraio 2023 in cui morirono un centinaio di migranti. Nel processo in corso a Crotone, che vede imputati sei ufficiali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, la deposizione dell’ex comandante definisce le capacità operative dei mezzi di soccorso rimasti in porto. Aloi, che all’epoca non era in servizio in Calabria ed è rientrato il giorno successivo, risponde ai quesiti sulla gestione dell’evento posti dal pm Matteo Staccini, dagli avvocati di parte civile e della difesa e, a un certo punto, anche del presidente del Collegio, Alfonso Scibona. «Se la Finanza avesse chiesto aiuto? Avremmo certamente fatto uscire i nostri mezzi. La vita umana è il bene alla cui tutela siamo principalmente preposti».










