Roma, 5 giu. (askanews) – Mancano pochi giorni all’inizio degli esami di Stato e, come ogni anno, nelle scuole italiane cresce l’attesa. I maturandi ripassano gli ultimi argomenti, cercano di prevedere le possibili tracce della prima prova e affrontano le inevitabili tensioni che accompagnano uno degli appuntamenti più importanti della loro vita scolastica. Ma qual è oggi la principale preoccupazione degli studenti? Per Alfredo Vassalluzzo, docente di italiano e storia e autore del romanzo Gargoyle, la risposta è meno scontata di quanto si possa pensare. “Molti adulti immaginano che i ragazzi abbiano paura delle prove scritte o delle domande della commissione. In realtà, nella maggior parte dei casi, ciò che genera più ansia è il giudizio”. Secondo Vassalluzzo, l’esame di maturità continua a rappresentare un passaggio fondamentale, ma il suo significato è cambiato rispetto al passato. “Oggi i ragazzi crescono in un contesto in cui gran parte delle relazioni passa attraverso uno schermo. Sui social ciascuno può scegliere cosa mostrare di sé, quali aspetti evidenziare e quali nascondere. Le immagini vengono selezionate, i contenuti modificati, le fragilità spesso restano fuori dall’inquadratura. La maturità, invece, è uno dei pochi momenti in cui ci si presenta senza filtri. Davanti alla commissione non c’è un profilo da costruire né un’immagine da perfezionare: ci si confronta con gli altri per ciò che si è realmente, con la propria preparazione, le proprie emozioni e anche le proprie insicurezze. Credo che una parte dell’ansia nasca proprio da questo. Per molti ragazzi è una delle prime occasioni in cui il giudizio riguarda la persona reale e non la versione di sé che si sceglie di mostrare online”. Un fenomeno che, secondo il docente, emerge con chiarezza nelle ultime settimane di scuola. “Molti studenti arrivano all’esame con una preparazione adeguata. Hanno studiato, si sono impegnati e possiedono le competenze necessarie per affrontare le prove. Eppure vivono questi giorni come se si trovassero davanti a una sentenza definitiva sul proprio valore personale. È questo l’equivoco più grande”. Per Vassalluzzo, il problema non riguarda soltanto la scuola. Famiglie, aspettative sociali e confronto costante con gli altri contribuiscono ad amplificare il peso simbolico dell’esame. “La maturità viene spesso caricata di significati che vanno oltre la sua reale funzione. È certamente una tappa importante, ma non è il momento che decide il futuro di una persona. Nessun voto può racchiudere completamente le capacità, il carattere o il potenziale di uno studente”. Da anni impegnato nell’insegnamento, Vassalluzzo invita anche a superare alcuni stereotipi sulle nuove generazioni. “Si parla spesso di ragazzi fragili. Io vedo studenti che affrontano sfide molto complesse, che vivono in una società più veloce e competitiva rispetto a quella delle generazioni precedenti e che, nonostante tutto, continuano a mettersi in gioco. Più che fragilità, noto una forte paura di non essere all’altezza delle aspettative”. Secondo il docente, uno dei compiti più importanti della scuola è proprio quello di aiutare gli studenti a distinguere il valore personale dal risultato ottenuto in una prova. “L’esame deve rappresentare un’opportunità per dimostrare ciò che si è imparato, non un tribunale chiamato a stabilire il valore di una persona. Quando i ragazzi comprendono questa differenza, affrontano la maturità con maggiore serenità e consapevolezza”. A pochi giorni dall’inizio degli esami, il messaggio che Vassalluzzo rivolge ai maturandi è semplice: “La maturità è importante, ma non definisce chi siete. Affrontatela con impegno, ma senza attribuirle un peso eccessivo. Ciò che conta davvero non è la perfezione, ma la capacità di affrontare una sfida significativa senza smettere di credere nelle proprie possibilità”. In una società abituata a giudicare rapidamente attraverso immagini, numeri e apparenze, la maturità conserva forse il suo significato più autentico proprio in questo: offrire ai giovani l’occasione di presentarsi per ciò che sono realmente, senza filtri e senza scorciatoie.
Vassalluzzo: “La paura dei maturandi è quella del giudizio”
L’autore del romanzo “Gargoyle” alla vigilia della maturità









