Genova – «Di chi sono i nostri giorni?»: la presidente Maria Anghileri apre il cinquantacinquesimo Convegno nazionale dei giovani di Confindustria, a Rapallo, per la prima volta al porto Carlo Riva, con la domanda derivata dall’ultimo film di Paolo Sorrentino, “La grazia”. Secondo la presidente dei giovani imprenditori, «I nostri giorni sono fatti di scelte, coraggio, responsabilità, lavoro, tutto in base ad una promessa di futuro che, in parte, in Italia, si è incrinata. Si è incrinata proprio dove dovrebbe esserci più futuro, per i giovani e per le imprese. E noi non possiamo accertarlo. Noi imprenditori vogliamo tornare a essere parte attiva di quella promessa». Come? Anghileri cita la difesa: «L’Europa deve investire di più in questo settore. La pace si costruisce e si protegge, non si mantiene da sola». Poi, si appella all’unità del continente, «in un mondo in cui Stati Uniti e Cina rappresentano il 42% del Pil globale, più delle altre prime venti economie messe insieme.Il nuovo assetto G2 richiede una strategia politica ed economica precisa. È tempo di passare da un’Unione di consumatori indifesi a una potenza politica e industriale integrata». La parte più accorata del discorso è quella in cui Anghileri afferma che sia «ora che questo Paese offra ai propri giovani un motivo per restare», visto che «mentre parlo 100 ragazzi stanno emigrando e 42 aziende guidate da giovani chiudono o delocalizzano». Per invertire la tendenza, bisogna rivedere alcune politiche: «Nel 2024, su oltre 1.100 miliardi di spesa pubblica, solo 99 miliardi sono stati destinati a istruzione, ricerca e sviluppo e 33 al sostegno delle giovani famiglie e alla natalità». La proposta dei giovani imprenditori è la creazione di un “Indice futuro”: «Uno strumento pubblico, stabile nelle metriche e aggiornato ogni anno, che misuri non quanto investiamo ma quali effetti producono le risorse, gli incentivi, le norme che destiniamo a natalità, istruzione innovazione e giovani». Per quanto riguarda le retribuzioni, dice Anghileri, «con il decreto Primo Maggio è stato fatto un passo avanti importante scegliendo la strada del salario giusto». Il passo ulteriore sarebbe però, il “salario competitivo”: «Dalle spalle di piccole, medie e grandi imprese va tolto il peso delle inefficienze di sistema, fisco, burocrazia e costo dell’energia, affinché liberino spazio per aumentare gli investimenti, l’innovazione, la produttività e quindi i salari. Lo Stato deve togliere il giogo che ci ha messo sulla schiena, a noi e ai nostri dipendenti». La proposta concreta è «fino a mille euro in più al mese nel primo anno di lavoro per un under 35», attraverso «un’esenzione Irpef decrescente su cinque anni, fino a 50 mila euro di reddito».Rivolte ai giovani imprenditori, invece, ci sono due proposte. «La prima si chiama Borsa per l’imprenditorialità, ispirata alle borse di dottorato, il cui unico fine sia la nascita di una nuova impresa innovativa. Tra i 1.500 e 2.500 euro al mese per nove o dodici mesi, gestita attraverso incubatori certificati». La seconda, è il «Portale Unico: un’unica interfaccia digitale che integri in un solo punto l’avvio di impresa, l’accesso agli incentivi e le garanzie. Uno sportello operativo dove temporary manager accompagnino il giovane nel navigare la burocrazie e la gestione di impresa».
Giovani imprenditori, la presidente Anghileri: “Mille euro in più al mese per i giovani lavoratori”
La relazione della presidente in apertura del 55esimo convegno di Rapallo: le proposte “per ridare una promessa di futuro al Paese e alle imprese”















