Arriva la definizione del trattamento economico complessivo per il salario giusto, inserendo sullo stesso piano voci retributive e welfare aziendale. Un emendamento dei relatori al dl lavoro stabilisce infatti che il trattamento "si compone di tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità contrattuali fisse e continuative, nonché le prestazioni di welfare contrattuale riconosciute alla generalità dei dipendenti", escludendo invece le voci retributive discrezionali e variabili riconosciute ai singoli lavoratori.

Allo stesso tempo l'emendamento prevede che i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali meno rappresentative ma che assicurano un trattamento economico complessivo "equivalente" a quello definito nella nuova norma hanno comunque accesso agli incentivi per le assunzioni con il salario giusto.

"L'emendamento del Governo al DL 1° maggio entra a gamba tesa sulle regole del sistema contrattuale sottraendo alle parti sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative il compito di definire il trattamento economico complessivo", lo afferma in una nota il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.