Energia e futuro

Alessandro Caruso

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L’energia è diventata uno dei principali fattori che determinano la competitività economica e la sicurezza geopolitica dell’Europa. Le tensioni internazionali, dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente, hanno riportato al centro una questione che per anni era rimasta sullo sfondo: la dipendenza energetica del continente. È da questa consapevolezza che parte la riflessione di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario europeo alle Politiche regionali e di coesione, intervenuto a Lecce a margine del Festival dell’Energia.

Al centro del dibattito c’è la proposta avanzata dalla Commissione per consentire a Stati membri e Regioni di utilizzare con maggiore flessibilità una parte delle risorse della politica di coesione per affrontare gli effetti dell’emergenza energetica. Una proposta che in Italia ha suscitato polemiche ma che Fitto respinge nettamente: «Non c’è nessuna imposizione e non c’è nessuna risorsa che viene spostata da una parte all’altra. C’è semplicemente un’opportunità che viene data per adeguare allo scenario attuale l’utilizzo delle risorse disponibili». L’obiettivo è permettere a governi e amministrazioni regionali di sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi energetici, finanziando anche interventi di efficientamento e misure legate agli effetti economici delle tensioni internazionali. Per il commissario europeo si tratta di una naturale evoluzione di programmi definiti nel 2021 e nel 2022, in un contesto radicalmente diverso da quello attuale. «Dobbiamo raggiungere l’obiettivo dell’autonomia strategica europea», spiega. «Serve intervenire nell’immediato per sostenere cittadini e imprese, ma contemporaneamente bisogna mettere in campo investimenti strutturali e scelte di lungo termine».