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In Argentina il femminicidio della 14enne Agostina Vega sta causando grosse proteste in tutto il paese, associate a quelle che 11 anni fa proprio in Argentina portarono alla creazione del movimento femminista Ni una menos (“Non una di meno”). Hanno anche riportato l’attenzione sulle misure del governo del presidente ultraliberista Javier Milei per smantellare i programmi di sostegno alle donne vittime di violenza di genere.

Vega era scomparsa lo scorso 23 maggio, dopo aver passato un pomeriggio con la famiglia. Gli investigatori hanno ricostruito che si era allontanata da casa per andare a prendere delle empanadas da suo nonno insieme a suo fratello di 7 anni, che poi era tornato a casa da solo. Verso le 22:30 la madre l’aveva chiamata, senza ottenere risposta. Un tassista ha detto di averla portata a un incrocio e che un uomo era uscito da una casa per pagare la corsa. In un messaggio WhatsApp inviato a una sua amica, Vega aveva detto che stava andando a casa del compagno di sua madre per farle una sorpresa.

Il corpo della ragazza è stato trovato smembrato il 30 maggio in un campo alla periferia di Córdoba: secondo l’autopsia Vega è stata violentata e impiccata, e poi il suo corpo è stato fatto a pezzi.