di

Peppe Aquaro

Lo Stand Up Comedian e divulgatore ambientale comico sul palco del Festival Pianeta 2030 dice la sua su come salvare il Pianeta: "Ma c'è poco da ridere"

“Gli ecosistemi di domani: cosa ci stiamo perdendo?”. Bella e tosta domanda, alla quale Fill Pill, Stand Up Comedian e divulgatore ambientale comico, ha provato a rispondere non appena è salito sul palco del Festival Pianeta 2030, presentandosi cosi’: “Qual è il mio legame con la biodiversità? Io prima di fare un percorso lavorativo mi sono occupato di biodiversità in Bassa Umbria, dove vivono gli uomini fungo. Poi a 3 anni ho avuto i primi libri sugli animali, quei libri da conservare su un vecchio centrino di un mobile del salotto, Poi a 9 anni, non mi hanno regalato la Play-Station ma un libro sul richiamo degli uccelli..”.

Naturalmente, Fill Pill va ormai, com’è sua consuetudine, a ruota libera, è un vulcano di parole, e continua, cercando un motivo, uno almeno, del suo invito al Pianeta 2030 festival: “A 9 anni ho partecipato allo Zecchino d’oro e in piena adolescenza ho realizzato foto naturalistiche per preservare la verginità per almeno un lustro pieno”. Ed ancora. “Da grande, mi sono laureato in Diritto internazionale del mare e dopo un master in sostenibilità, ho lavorato con leader africani esperti di sostenibilità”. A questo punto, dopo un curriculum di tutto rispetto, riecco la domanda: “Perché mi trovo qui a parlare di biodiversità? Il problema è che quando cerchiamo articoli sulla biodiversità c’è come una dicotomia tra articoli negativi, ansiogeni e articoli positivi del tipo: trovata una nuova specie di geko che ricorda un quadro di Van Gogh. Mamma mia!”. “Ma che sta accadendo? Pratuicamente questo: se i lupi negli anni ’80 erano erano 70 al massimo, oggi sono ben 4000 e sono aumentait i cervi rossi, i grifoni le linci e i…nostalgici”. “In questi ultimi anni abbiamo spopolato le aree montane e se vostro nonno 50 anni faceva il luparo in Abruzzo, oggi è un consulente fiscale”.